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IL NUOVO 'PARCO CANILE' DI MILANO
Il dottor Claudio Rossi, responsabile del presidio veterinario, ci illustra la nuova struttura
Dal 12 ottobre scorso, e dopo quasi cent'anni di onorato servizio, il vecchio canile di via Lombroso, a Milano, va in pensione. A "sostituirlo" degnamente, il Comune ha messo a disposizione una nuova struttura in via Privata Aquila, inserita nel complesso 'Parco Canile'.
Il responsabile del rifugio, dott. Claudio Rossi, descrive a 'MilanoSanità' le caratteristiche del "polo multifunzionale" appena inaugurato.
Dott. Rossi, il nuovo canile è stato progettato seguendo moderni studi etologici. Ci racconta quali sono le migliorie e le potenzialità della nuova struttura?
Il nuovo 'Parco Canile' è stato progettato secondo il criterio dei moduli separati, seguendo i più moderni studi etologici. Con questa tecnica costruttiva, si accoglie in ogni modulo un numero limitato di animali. I moduli sono adeguatamente distanziati tra di loro e sono separati da barriere arboree. Con questo accorgimento, gli stimoli visivi ed olfattivi che ogni cane percepisce sono limitati e relativamente costanti, diminuendo le fonti di stress e quindi migliorando il benessere degli animali. In più, ampio spazio verde della parte rifugio è destinato alle aree di “sgambata”, cioè zone recintate e separate da siepi, in cui gli animali ricoverati in "lungodegenza" possono a turno essere accompagnati dal personale, per i giochi ed il movimento. Il 'Parco Canile' diviene così un unico polo di accoglienza della città di Milano, destinato agli animali che non hanno un proprietario. I cosiddetti “randagi”, catturati vaganti sul territorio, sono ricoverati per gli accertamenti sanitari nella parte dedicata al 'Canile Sanitario' gestito dall’ASL. Dopo 10 giorni, se nel frattempo non sono stati riconsegnati al proprietario, sono ospitati nel 'Canile Rifugio' gestito dal Comune. La parte di 'Canile Sanitario' destinato all’ASL è composto da 3 padiglioni, di cui 2 per il ricovero in osservazione sanitaria temporanea di 30 cani in box singoli. Il terzo ospita, oltre allo spazio dedicato agli uffici ed ai servizi, il reparto sanitario, composto da un ambulatorio per le visite e le terapie, una sala di anestesia e rianimazione con alcune gabbie di degenza ed una attrezzata sala chirurgica. Completa la struttura un reparto gattile. Il canile rifugio è costituito da uffici per le attività amministrative, ospitati nella cascina Codovero, 8 padiglioni per il ricovero dei cani con 16 box di 12 mq l'uno ed un padiglione destinato ai gatti. I box prevedono una zona giorno aperta (m 2,00 x 4,00) e una zona notte chiusa (m 2,00 x 2,00) riscaldata a pavimento. La ricettività complessiva della struttura è di circa 300 cani e 200 gatti. Il canile si "completa", per mq 21.336, con le aree a prato, con alberi ed arbusti. Di questa superficie verde, una parte consistente, pari al 48 %, è destinata agli spazi di “sgambatura” per il movimento dei cani (8 aree separate e cintate per 10.318 mq).
Spesso si dice “canile uguale a detenzione”. Dottore, può spiegare ai nostri lettori com'è lo stato d'animo dei nostri amici a quattro zampe quando si trovano costretti a stare in canile?
La modernità della struttura e le innovative tecniche di gestione, garantiscono una degenza dignitosa agli animali ricoverati. Ma naturalmente non bisogna dimenticare che il canile, per quanto bello ed efficiente agli occhi umani e rispettoso dell’etologia degli animali, è pur sempre un luogo di detenzione. Nessun animale può essere più felice di quando vive con la sua famiglia e nel suo territorio. Il canile deve essere un luogo di accoglienza temporanea di animali smarriti o che non hanno più un proprietario, destinati in breve tempo ad essere restituiti o adottati da una nuova famiglia. Uno degli aspetti salienti del rapporto cane/uomo è la sua continuità. Anche recenti pronunce giurisprudenziali hanno assimilato le cure che si devono prestare agli animali, a quelle che si dedicano ai minori. Infatti, anche gli animali non sono in grado di affrontare in autonomia il mondo che li circonda e devono di conseguenza essere costantemente sotto il vigile controllo di un umano responsabile. Le nostre città sono piene di pericoli a cui l’animale reagisce in modo imprevedibile, con grave rischio per l’incolumità sua, degli altri animali e dell’uomo. E quando si è perso, spesso il proprietario non conosce o non riesce a mettere in atto tutte le strategie di ricerca oppure talvolta altri cittadini, pensando di “salvare” un animale che credono abbandonato, lo tengono presso di sè o cercano di trovargli una nuova destinazione, rendendo così impossibile il già difficile ricongiungimento. Il dramma dello smarrimento ha effetti devastanti sull’animale ma anche sulla sua famiglia. La perdita di un affetto, senza la conoscenza diretta del suo esito, è più angosciante di un lutto, perché impedisce o rimanda indefinitamente una qualsivoglia rielaborazione. Non si può, di conseguenza, lasciare al caso fortuito la ricongiunzione del legame rotto, ma bisogna prevederne responsabilmente a priori i presupposti. Il metodo per tenere legato per sempre un cane alla sua famiglia è l’identificazione e l’iscrizione nell’anagrafe canina pubblica. Solo così si ha la "certezza" che, se il cane smarrito verrà sottoposto ad un controllo veterinario o entrerà in un canile, immediatamente il filo verrà riannodato ovunque si trovi, in Italia e ormai anche in numerosissimi altri paesi del mondo, permettendo la ricongiunzione con la sua famiglia. E’ per questo che il primo atto d’amore di un proprietario responsabile è l’iscrizione del suo cane all’Anagrafe Canina Regionale: il microchip permetterà di ricongiungere in breve tempo il cane smarrito alla sua famiglia, riducendo al minimo la grande sofferenza conseguente alla separazione. I canili si vuotano, evitando di riempirli!
Esiste, nel web, un sito dove i nostri lettori possono conoscere gli animali ospiti del Canile per poi eventualmente recarsi di persona ad adottarli?
Esiste un sito non ufficiale, gestito dalle associazioni che collaborano con il canile rifugio, chiamato 'Parco Canile Milano', con le foto e le storie degli animali più bisognosi. Il 'Canile Sanitario' dell’ASL fornisce numerose notizie utili per vivere con un cane. Data la breve permanenza dei cani nel canile sanitario (da cui escono o perché ritrovano il proprietario o perché vengono trasferiti nel contiguo rifugio comunale) non presenta i cani "ricoverati".
Di fronte al vecchio canile di via Lombroso sono stati segnalati dei truffatori. Vuole dare un avviso ai nostri lettori milanesi affinchè non cadano nella trappola della “finta elemosina”?
Nessuno è autorizzato a chiedere o raccogliere fondi per il 'Canile Sanitario' dell’ASL di Milano. Chi lo fa è evidentemente un truffatore. Si invita perciò la cittadinanza a non fare offerte e a segnalare urgentemente alle Forze dell’Ordine l’illecito. L’unico modo per contribuire alle attività del Canile Sanitario è tramite le donazioni, eseguendo un versamento sul c.c. postale n. 60198207 dell’Asl di Milano, con causale "donazione canile sanitario".
| Autore: Elena Rimessi |
22/10/2009 - 9.48.00 |
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| FOTO: Il nuovo 'Parco Canile' di Milano |
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