GLI ANIMALI ESOTICI IN CITTĀ
Focus sulla realtā milanese con l'aiuto del prof. Guido Grilli, veterinario dell'Universitā Statale di Milano
Cani, gatti ma anche uccelli, pappagalli, tartarughe, conigli, rettili e pesci tropicali. Si allarga la definizione dei cosiddetti "animali da città", a causa delle nuove tendenze d'acquisto degli animali da compagnia, spesso dettati dalle mode.
I cosiddetti animali esotici si stanno diffondendo sempre più nelle nostre case: la coordinatrice nazionale dell'AAE (Associazione Animali Esotici Onlus), Laura Brunello, segnala come ci sia un vero e proprio boom di richieste negli ultimi anni. Un totale di 12 milioni che ha quasi eguagliato quello degli animali tradizionali, cani e gatti, che sono circa 15 milioni.
La prima cosa da conoscere, quando si parla di animali esotici, è che il termine “esotico” viene applicato a specie non autoctone dell’Italia, come pappagalli e tartarughe, per fare un esempio, ma comprende anche specie che non rientrano nella definizione classica di animale da compagnia, come per esempio il coniglio.
Con "animali esotici" la AAE intende pertanto tutte le specie animali, legalmente detenute, presenti nelle case italiane come animali da affezione, siano esse invertebrati, pesci, anfibi, rettili, uccelli o mammiferi.
Anche la nostra Milano ama questo tipo di compagni?
“Sembra proprio di si” - spiega a MilanoSanità il prof. Guido Grilli dell'Università Statale - “al primo posto tra gli animali più diffusi nella nostra città si collocano gli uccelli da voliera come il canarino e i pappagalli, seguiti dal coniglio da compagnia, i piccoli roditori come il criceto o il gerbillo da Mongolia, i furetti, gli scoiattoli striati e le tartarughe d'acqua. Per ultimi troviamo anche i camaleonti, i pitoni reali e altri rettili che sono però presenti in numero più limitato”.
Nuove mode, dunque, non prive però di pericolose conseguenze, sanitarie ma anche comportamentali.
“Acquistare un animale esotico, a volte importato in maniera non corretta, può essere fonte di malattie. Le tartarughe e qualche specie di uccello possono portare la salmonellosi, i pappagalli la polmonite e i conigli e altri mammiferi delle vere e proprie micosi. Il problema sanitario è legato all'acquisto dell'animale esotico: va comprato solo in centri specializzati e che rispettino caratteristiche igieniche tali da scongiurare malattie da comunità. I soggetti venduti troppo giovani sono più a rischio così come quelli che provengono dall'estero e che hanno dovuto affrontare lo stress del trasporto.”
Un acquisto insomma, quello degli animali esotici, che non si può certo fare sul web.
Altro importante problema è la cura di questi animali: le famiglie spesso non sanno come gestire questi esemplari nella normale vita quotidiana perché manca un’adeguata informazione e sensibilizzazione.
“L'alimentazione di questi animali è l'ostacolo più grande. Abbiamo la tendenza ad antropoformizzare tutto e spesso nutriamo i nostri compagni animali in maniera assolutamente scorretta. Il coniglio, ad esempio, è un vegetariano stretto così come il furetto è un carnivoro stretto mentre il coniglio è un erbivoro. Bisogna rispettare scrupolosamente le regole del mantenimento”.
Siamo veramente di fronte ad un panorama complesso ed articolato. Vale allora la pena di abbandonare il nostro fedele cane per un animale esotico? Abbiamo chiesto al prof. Grilli un consiglio per i nostri lettori di MilanoSanità.
“Se acquistato correttamente, cioè in centri speciali, non mi sento di sconsigliare un animale esotico. Certo, dipende dalle cure che si possono assicurargli e dal tempo che i possessori sono in grado di dedicargli. Mi piace molto il pappagallo, un animale socievole e sociale. Sta bene in compagnia, si lascia prendere ed accarezzare. Tuttavia soffre moltissimo la solitudine proprio come il cane ma ha il grande pregio di essere longevo. Se si pensa ad un animale come compagnia per un bambino è un fattore molto importante da valutare: i conigli, i merli indiani e le tartarughe possono arrivare fino a 50-60 anni di vita mentre il coniglio e i criceti durano pochi anni. Invito comunque tutti a consultare un veterinario prima di procedere all'acquisto di un compagno animale.”