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VETERINARIA  ›  ANIMALI DOMESTICI

PRIMAVERA E FILARIOSI: UNA MALATTIA DA CONOSCERE

L'approfondimento di Milanosanitā con la dott.ssa Giuliano della Clinica Veterinaria "Via Emilia"

 

Esistono due forme di filariosi. Quella cardiopolmonare, dovuta a Dirofilaria immitis, e la filariosi sottocutanea, dovuta a Dirofilaria repens.

In cosa si differenziano?

"La filariosi è una malattia parassitaria che colpisce maggiormente il cane, raramente il gatto e il furetto, sostenuta dagli adulti di nematodi appartenenti al genere Dirofilaria: Dirofilaria immitis e Dirofilaria repens. Le prime si localizzano nelle arterie polmonari e nelle camere cardiache destre e nella vena caudale: le femmine adulte sono più lunghe (25-32 cm). Le seconde si localizzano a livello sottocutaneo e sono più piccole (14-17 cm). Entrambe le forme adulte liberano direttamente nel circolo sanguigno le forme lavali (microfilarie) ingerite poi dalle zanzare (Culex-Aedes e Anopheles Mansonia) quando queste compiono il pasto di sangue. Le zanzare rappresentano l'ospite intermedio. In esse le forme lavali vivono a livello dell'apparato buccale, vanno incontro a due mute (da L1 a L3) che portano alla formazione delle larve infestanti, trasmesse poi ad un nuovo ospite definitivo, durante il pasto ematico".

Quali sono i sintomi di un cane che contrae questa malattia?

"Parlando della Filariosi cardio-polmonare, inizialmente il decorso della malattia può essere completamente asintomatico, anche perchè il periodo completo che intercorre tra il momento dell'infestazione da parte del dittero e la maturità sessuale, è di 6 mesi, dopo di che i parassiti possono rimanere vitali e produrre microfilarie fino a cinque anni. Durante questo periodo, i sintomi sono dovuti alla presenza dei parassiti nelle loro sedi naturali, quali arterie polmonari e ventricolo destro, inducendo un danno di progressiva gravità in tali distretti: pelo opaco, dimagramento facile, affaticamento, riluttanza a muoversi, tosse, difficoltà a respirare, pancia gonfia (ascite), svenimenti".

Quali sono le zone d'Italia più a rischio?

"Negli ultimi tempi, si è assistito ad una pericolosa diffusione della malattia, fino a pochi anni fa confinata sopratutto nella Pianura Padana, in altre aree di Piemonte, Lombardia, Veneto, e Friuli Venezia Giulia e in regioni come Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna. Oggi la filariosi è considerata endemica nelle regioni del Nord, del Centro Italia ed in Sardegna. Tra le cause che hanno contribuito a questa espansione vi sono l'abitudine sempre più frequente a spostarsi insieme con i propri animali, ad esempio per le vacanze, e l'incremento demografico delle zanzare".

Si tratta di una patologia grave che può portare al decesso dell'animale?

"La filariosi è una malattia potenzialmente mortale per i cani. Si è visto, per esempio, che l'infestazione dei canili situati nelle zone endemiche che non effettuano profilassi hanno una prevalenza della malattia che si aggira attorno al 40-60%".

La filariosi si può trasmettere all'uomo?

"L'uomo non può contrarre la malattia dal cane, ma il vettore è sempre una zanzara. Le manifestazioni cliniche nell'uomo sono meno gravi. In genere l'andamento della malattia è asintomatico. Le filarie non raggiungono la maturità e non si stabiliscono nel cuore dell'ospite. Si hanno localizzazioni per lo più polmonari in noduli connettivali, che non danno manifestazioni cliniche ma creano problemi di diagnosi differenziale, in quanto difficilmente si pensa a questa possibilità. Le larve possono localizzarsi anche a livello sottocutaneo, con la formazione di noduli che possono essere confusi con lipomi".


Esiste una cura per porre rimedio alla malattia, una volta contratta?

"Dopo una valutazione del grado di infestazione e della classe a rischio (da 1 a 4), mediante visita cardiologica completa, si effettua una preparazione farmacologica del cane e quindi si inocula il farmaco. La melarsomina, il farmaco che uccide le filarie adulte, viene inoculato nei muscoli lombari in due iniezioni a distanza di 24 ore. Durante il trattamento è consigliato tenere ricoverato il cane in una Clinica Veterinaria. Le filarie morte infatti, vengono trasportate col flusso sanguignopolmone dove vengono disgregate completamente dal sistema immunitario in un paio di mesi circa. Questa fase è critica perché possono verificarsi episodi infiammatori o embolie polmonari. Durante la cura è meglio tenere l'animale a riposo per evitare di sforzare l'apparato cardiocircolatorio già sottoposto allo stress della malattia. Nei casi più gravi di filariosi si potrebbe ricorre ad un intervento chirurgico che preleva direttamente i parassiti dall'atrio destro mediante Flexible Alligator Forceps”.

Sappiamo che esiste una prevenzione efficace. Quali sono i metodi per prevenire la malattia?

"Si consiglia la profilassi tramite somministrazione, nel periodo di trasmissione del parassita, di farmaci che impediscano lo sviluppo ad adulto delle forme larvali nell'ospite definitivo. Questi farmaci (ivermectina, moxidectina, felamectin, milbenicina) sono da somministrare sotto forma di compresse o per via percutanea una volta al mese nel periodo di presenza delle zanzare (sono a effetto retroattivo, quindi vanno somministrati da aprile e novembre). Esiste in commercio una forma modificata di moxidectin, un farmaco microincapsulato a lento rilascio che richiede un'unica somministrazione per iniezione all'anno".

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Autore: Elena Rimessi
08/04/2010 - 9.43.17
 
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