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A MONZA NASCE UN'OFFICINA HI-TECH PER LE STAMINALI

MilanoSanitā intervista Cornelio Uderzo, direttore del programma trapianto di cellule al San Gerardo

 

Una nuova struttura per la produzione di cellule staminali utilizzabili come farmaci nella cura di numerose patologie, questa la nuova frontiera della medicina esplorata dall'ospedale San Gerardo di Monza, noi di MilanoSanità abbiamo chiesto informazioni sulle particolarità del progetto al prof. Cornelio Uderzo direttore del 'programma' di trapianto di 'Cse' (cellule staminali ematopoietiche)

Professore, in cosa consiste la creazione di cellule ingegnerizzate?

“Nella coltura e manipolazione di cellule del sistema immunitario (e non) per far sì che acquisiscano funzioni specifiche nei confronti della cellula tumorale. La manipolazione estrema arriva fino all’inserimento nella cellula di geni esterni che codificano per molecole artificiali (recettori chimerici) in grado di funzionare da “radar” che orientano la cellula immunitaria verso la cellula malata, permettendone il riconoscimento e l’eliminazione”.

Come è partita l’idea di un laboratorio hitech?

“È nata dalla necessità di sviluppare terapie innovative cellulari, sulla scorta dell'esperienza oltreoceano, soprattutto per curare gravi complicanze trapiantologiche, quali infezioni, reazioni di rigetto e ricaduta di malattia”.

Che tipo di strumentazione utilizzerete?

“Le strumentazioni sono di vario tipo, dalle semplici cappe sterili, incubatori e centrifughe, fino ad apparecchiature totalmente automatizzate di selezione immunomagnetica di cellule di varia natura”.

Qual è lo scopo del progetto?
“Creare terapie innovative ed elaborare studi investigativi sperimentali per trattare situazioni ad oggi non curabili in pazienti affetti da gravi complicanze da trapianto”.

Lo considera un nuovo orizzonte della medicina e che importanza può avere?
“È sicuramente un nuovo orizzonte, e lo dimostrano i dati già prodotti in altri Stati europei e negli Stati Uniti. L’importanza, al momento limitata a categorie selezionate di pazienti in studi di piccole dimensioni, potrà essere ulteriormente estesa nei prossimi anni, a seconda dei risultati ottenuti in questa fase preliminare”.

In che modo puntate di ottenere grandi quantità di cellule da poter vendere agli altri ospedali?

“Fortunatamente possiamo contare su un laboratorio con 4 stanze di manipolazione autonoma, su un personale altamente qualificato e su attrezzature totalmente dedicate. Inoltre esistono fondi creati ad hoc per questi sviluppi così come la possibilità di commissioni specificamente concepite e concordate per ciascun ente che avesse bisogno di cellule da noi prodotte.
Inoltre il problema non è tanto la quantità di cellule (in molti casi ne servono poche), ma la loro qualità, per cui il nostro laboratorio si trova al momento in situazioni ottimali”.

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Autore: Amalia Di Carlo
04/05/2009 - 13.13.00
 
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