ALL'OSPEDALE NIGUARDA UNO SPORTELLO ANTI STALKING
Ideato da 'Telefono Donna' e sostenuto dalla Regione Lombardia
Si confermano le donne le prime vittime dello stalking, che per questo chiedono aiuto in centinaia allo sportello dedicato dell’ospedale Niguarda di Milano. Ma a sorpresa, a 4 mesi dall’apertura del nuovo servizio, si registrano richieste d’aiuto anche dagli uomini, di mezza età e che lavorano in ambito sanitario.
Telefono Donna è l’associazione di volontariato che ha creato il servizio attivo 24 ore su 24 per sostenere le persone sia dal punto di vista psicologico che da quello legale.
A rivolgersi allo sportello sono soprattutto le donne (90%), in relazione all'età, circa il 50%, di chi chiede sostegno, ha tra i 26 e i 45 anni, ma nel 30% sono anche più giovani (tra i 18 e i 25). Sopra i 45 anni, invece, chiede aiuto un 20% di persone, distribuite quasi equamente tra i due sessi.
Gli uomini, però, sembrano dare meno peso al problema: alcuni lo ritengono addirittura un motivo di "vanto". Come afferma la fondatrice dell’associazione, Stefania Bartoccetti, "sui maschi il fenomeno si sviluppa soprattutto in ambito sanitario perché a volte prendersi cura di un altro fa scattare un meccanismo che diventa alla fine persecutorio, e questo si verifica molto più spesso tra pazienti e operatori sanitari piuttosto che tra colleghi medici e infermieri".
Nel 30% dei casi le vittime sono nubili o celibi, il 25% sono coniugate o conviventi, mentre nella quasi metà dei casi si è trattato di persone separate o divorziate.
Gli stranieri, invece, sembrano essere estranei al problema: tra loro, spiega Bartoccetti, "non abbiamo registrato casi di stalking, forse perché le loro relazioni d'amore tendono a essere più stabili. Tra gli italiani, invece, c'é chi sogna la storia d'amore perfetta, a cui non sa rinunciare anche se è finita da un pezzo".
Si può accedere agli sportelli anti-stalking del Niguarda recandosi direttamente dal Lunedì al Venerdì dalle 9.30 alle 17.30, o chiamando il numero dedicato, 02.366688, anche dopo le 17.30 e nei giorni festivi.
Questa disponibilità di ascolto, conclude 'Telefono Donna', ha permesso di aiutare anche chi lavora, e cioé la maggior parte delle vittime (68%), ma anche di dare supporto a studenti (18%), disoccupati (9%) e addirittura pensionati (5%).