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DIETE DIMAGRANTI, GLI ERRORI DA NON COMMETTERE
MilanoSanitā ha intervistato il dott. Fulvio Muzio, Responsabile di Dietologia dell'Ospedale Sacco
Spesso l’arrivo della primavera coincide con la consapevolezza di aver messo su qualche chilo durante l’inverno e il miraggio delle vacanze, soprattutto per le donne, fa rima con “prova costume”.
L’importanza di un giusto peso corporeo non è solo riferita alla pura questione estetica, i chili di troppo sono una minaccia per la propria salute, proprio come lo è uno scorretto regime alimentare. Soprattutto in questo periodo dell’anno, molte persone iniziano diete “fai da te” poco sane e spesso dannose.
Milano Sanità, ha voluto approfondire questo importante discorso con un autorevole esperto nel campo della nutrizione, il dott. Fulvio Muzio, Direttore della Struttura Dipartimentale di Dietologia e Nutrizione Clinica dell’Ospedale e Polo Universitario Luigi Sacco di Milano.
Quali sono i primi giusti comportamenti nutrizionali da adottare quando si decide di iniziare un regime alimentare orientato alla riduzione del peso corporeo? Innanzitutto è opportuno distinguere tra obesità e condizioni di lieve sovrappeso: l’obesità è una malattia cronica per la quale non bastano pochi giorni di sacrifici; occorre seguire un piano terapeutico che non miri solo alla perdita di peso, ma che si basi su un metodo di educazione alimentare associato anche all’esercizio fisico e alla comprensione della propria condizione psicologica. Nel caso di soggetti che desiderano perdere pochi kg (2-4), non sussistono particolari fonti di preoccupazione: con un'alimentazione equilibrata, la tanto decantata dieta mediterranea, l’organismo non abbisogna d’altro. Ma per cali ponderali superiori è consigliabile rivolgersi ad uno specialista serio, perché il modo migliore per diventare obesi è proprio quello di fare molte diete.
Sul web girano molte diete “fai da te” spesso nutrizionalmente scorrette: quali sono i principali errori da non commettere quando si inizia una dieta dimagrante? Il primo errore è quello di saltare dei pasti (tipicamente la colazione o il pranzo) o addirittura di imporsi dei periodi più o meno prolungati di digiuno. Il secondo errore è quello di escludere alcune categorie di alimenti, come ad esempio il pane e la pasta, classicamente demonizzati, data la diffusa convinzione che questi alimenti facciano incondizionatamente ingrassare.
Le prodigiose diete “7 chili in 7 giorni” che danni potrebbero arrecare alla salute? Il discorso si riallaccia a quanto appena detto, dato che queste diete spesso sfruttano proprio il digiuno e la monotonia come elementi strategici per ottenere il calo di peso. Il digiuno è di per sé una strategia sbagliata perché in breve l’organismo reagisce con dei mutamenti adattativi che conducono ad ottenere l’effetto contrario, ovvero ad orientare il nostro metabolismo al risparmio energetico, con conseguente arresto del calo di peso e successive difficoltà anche ad effettuare diete più razionali. La monotonia, ovvero l’esclusione di intere categorie di alimenti (tipicamente i carboidrati come la pasta, il pane, il riso, ecc.) con indicazione ad assumerne solo altre (tipicamente cibi proteici come la carne), comporta uno squilibrio nutrizionale con carenza di sostanze fondamentali per il buon funzionamento dell’organismo (ad esempio la fibra, alcuni minerali e vitamine). Inoltre diete eccessivamente proteiche sovraccaricano il lavoro dei reni, e apportano generalmente quantità eccessive di colesterolo.
Ci sono degli aiuti farmacologici non dannosi che potrebbero aiutare i risultati del dimagramento nel breve tempo? Direi proprio di no: l’utilizzo dei pochi farmaci a disposizione per il calo ponderale è riservato a situazioni di obesità conclamata e quindi, controindicati proprio per i cali di peso modesti. D’altra parte, nella maggior parte dei casi, è sbagliato proprio il concetto di voler utilizzare dei farmaci nel breve periodo, per ottenere risultati che dovrebbero invece essere protratti nel tempo e che possono basarsi solo sull’acquisizione radicata di comportamenti e stili alimentari corretti. Per gli integratori, il discorso è più o meno lo stesso: la maggior parte dei prodotti per controllare il peso reperibili nelle farmacie e che sono ampiamente pubblicizzati dai mass media, non hanno alcuna efficacia terapeutica. In realtà, se si legge bene l’etichetta, si scopre che tutti indicano la necessità di seguire contemporaneamente una dieta ipocalorica. Spesso sono i costi un po’ proibitivi dei dietologi a spingere molte persone a ricorrere a diete “fai da te”.
Le strutture ospedaliere (e nello specifico la vostra del H. Sacco) offrono dei consulti gratuiti o prestazioni dispensate dal SSN? Nel nostro Paese ben 4 milioni di persone adulte sono obese e, circa 16 milioni sono in sovrappeso. Sono dati preoccupanti, tanto che il SSN ha inserito la lotta all’obesità tra i suoi obiettivi prioritari. Anche a livello Regionale vi è molta attenzione al problema, e recentemente anche la Regione Lombardia ha emanato le proprie “Linee di indirizzo per la prevenzione e la gestione integrata ospedale-territorio del soprappeso e della obesità…”. In questo contesto è naturale che, all’interno degli ospedali, vi siano strutture di “Dietologia e Nutrizione Clinica” come la nostra dell’Ospedale Sacco, dove il trattamento di queste problematiche può essere affrontato con metodo e scientificità e le cui prestazioni sono dispensate dal SSN. Segnalo inoltre che, durante l’anno, vi sono delle iniziative di sensibilizzazione al problema del peso, in cui vengono effettuati consulti gratuiti alla popolazione: il più noto e diffuso è l’Obesity Day, patrocinato dall’ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica) che si svolge tradizionalmente il 10 ottobre di ogni anno.
| Autore: Lara Morandotti |
04/04/2009 - 9.19.00 |
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| FOTO: Diete dimagranti, gli errori da non commettere |
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