Milano Sanità
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ALESSANDRO MONETA: LE PROSSIME 'MOSSE' DELL'ISTITUTO 'BESTA'

MilanoSanitā discute di sanitā e medicina con il presidente della struttura di via Celoria

 

Iniziamo da uno degli obiettivi più interessanti per ciò che riguarda la sanità, in previsione di Expo 2015: la nascita del Polo pubblico di Ricerca ed Assistenza Sanitaria che sorgerà vicino all’ospedale Sacco, grazie all’incontro fra Istituto Tumori di via Venezian e Istituto Besta di via Celoria. Come procedono i lavori?
I 3 enti sanitari ricordati sono già oggi - ciascuno con le proprie caratteristiche e specificità - dei poli d’eccellenza. Con questo progetto si affiancheranno, portando alla creazione di una grande realtà – la "Cittadella della Salute" - capace da un lato di preservare l’autonomia e la specificità delle singole identità e dall’altro di far convergere le energie sia nell’ambito clinico, ma soprattutto in quello della ricerca. Una volta ultimata, la "Cittadella della Salute", avrà pochi eguali in tutto il mondo. La struttura non si accontenterà di fornire alla Sanità lombarda e nazionale un luogo ideale per la ricerca e l’assistenza medica, ma sarà anche l’occasione per rendere più bella e funzionale l’area territoriale interessata.
Inoltre offrirà nuovi posti di lavoro. Non dobbiamo dimenticare che Milano – grazie all’impegno congiunto delle istituzioni competenti – sta cambiando e si prepara all’Expo 2015, certa di avere tutte le carte per presentarsi al mondo nella sua forma migliore.
La Cittadella della Salute sarà uno dei fulcri del cambiamento. Le parole del presidente Formigoni - che ha anche di recente riconosciuto la priorità del progetto e ha rassicurato tutti circa il reperimento degli ingenti fondi necessari alla sua realizzazione - ci fanno affermare con certezza che l’opera sarà pronta nei tempi previsti, cioè prima del 2015.

Nell’edificio di proprietà dell’Istituto Nazionale dei Tumori di via Amadeo, si è deciso di ospitare la Biobanca al servizio della Rete Oncologica Lombarda e alcune attività di ricerca svolte, nel campo neurologico, dall’Istituto Besta. Come si è arrivati a questo traguardo? E in che modo cooperando, i 2 istituti riusciranno a ottimizzare costi e risorse a disposizione della Regione?
La realizzazione della Biobanca in collaborazione con la Fondazione IRCCS Istituto dei Tumori è ancora una volta il frutto della propensione alla sinergia del Besta. L’inizio delle attività avverrà a breve e vedrà i ricercatori dei 2 istituti lavorare gomito e gomito quotidianamente. Riteniamo che tutto ciò sia indispensabile per implementare e condividere le reciproche esperienze e conoscenze, nell’interesse del paziente. Entrambi gli istituti infatti condividono una comune natura, ossia l’integrazione tra ricerca scientifica e attività clinica. Questo progetto è, in un certo senso, un’anticipazione di ciò che naturalmente avverrà nella "Cittadella della Salute", dove la sinergia e il lavoro in comune saranno la regola. Così facendo – oltre a ottenere un concreto risparmio delle risorse economiche impiegate – sarà più facile lo scambio di informazioni ed esperienze tra i ricercatori, aspetto che riteniamo strategico per il futuro.

Lo scorso anno il Cda della Fondazione Istituto Neurologico Carlo Besta ha ratificato una convenzione con l'Istituto Europeo di Oncologia (IEO) e con la Fondazione Istituto Firc di Oncologia Molecolare (IFOM) per la reciproca collaborazione in ambito clinico e scientifico nel settore della neuro-oncologia. Oggi a che punto siamo?
Qui l’elemento differenziale – rispetto alle altre iniziative - è rappresentato dalla natura privata dei 2 enti suddetti, che però non ci ha impedito di sviluppare sinergie fondate sulla condivisione di esperienze e sulla collaborazione in ambito clinico. Sotto questo profilo stiamo già raccogliendo i primi frutti di questa semina preziosa.
Gli ambiti nei quali la cooperazione si esplica concernono principalmente l’oncologia sperimentale, dove l’apporto della ricerca è imprescindibile.

Entrando nel merito delle attrezzature all’avanguardia a disposizione del Besta cosa si può dire dell’angiografia quantitativa di risonanza magnetica, la MRI-NOVA, in arrivo dal dall’Università dell’Illinois di Chicago?
Si tratta di un’angiografia “quantitativa” che calcola la percentuale di rischio dei pazienti che, secondo le indagini convenzionali, potrebbero avere uno stroke. Indica se e quando c’è un pericolo imminente e consente di ottimizzare il trattamento suggerendo se è necessario intervenire chirurgicamente, oltre che farmacologicamente. È anche un ottimo strumento per verificare la validità di una terapia farmacologica, un intervento chirurgico di bypass o di stent.
Infine è un importante passo avanti per ridurre l’invasività di queste indagini: tutto è virtuale, perché il calcolo lo fa il computer che, attraverso un apposito algoritmo, ricrea tutte le sezioni virtuali del vaso sanguigno mostrandole al medico senza dover più cateterizzare il paziente.

E del pacemaker antidepressione?
L’Istituto Besta ha istituito da alcuni anni una collaborazione tra psichiatri, neurologi e neurochirurghi su diversi protocolli riguardanti patologie psichiatriche e oltre al trattamento della depressione è stato trattato il Disturbo Ossessivo-Compulsivo resistente. I medici hanno utilizzato la stimolazione cerebrale profonda – DBS (deep brain stimulation) che sfrutta elettrodi posizionati all’interno del cranio, e la stimolazione del nervo vago - VNS (vagal nerve stimulation) che agisce direttamente sul nervo vago che transita nel collo (senza l’impiego di elettrodi). Queste tecniche si stanno evolvendo e saranno affiancate da ulteriori modalità di intervento, possiamo così dire che dei 2 pazienti su 10 ancora schiavi della depressione, uno ha già, in Italia e in ambiente ospedaliero pubblico, reali probabilità di recupero e l’altro non dovrà attendere molto. Dal punto di vista del contenimento dei costi infine (si tratta di pazienti che, in fase di malattia vengono sottoposti a innumerevoli terapie ed a frequenti ricoveri ospedalieri o in regime di day-hospital) la remissione stabile dei sintomi depressivi consente importanti risparmi sia al paziente che al SSN.

Capitolo malattie neurodegenerative, Alzheimer, e Parkinson. Grazie ai progressi della medicina è possibile auspicare un futuro meno incerto per questi malati?
Uno dei più innovativi risultati ottenuti nel nostro Istituto nella malattia di Parkinson ha previsto l’impiego della Deep brain stimulation - DBS nelle forme di malattia farmacoresistente. La stessa tecnica si è dimostrata efficace anche nella distonia tardiva iatrogena irreversibile, sindrome caratterizzata da un’esagerata e prolungata contrazione muscolare che determina posture anomale e movimenti involontari che possono essere confusi dalla gente comune con quelli parkinsoniani.
Per questi malati si aprono ora certamente prospettive una volta insperate. Ci vorrà più tempo invece per i malati di Alzheimer, benché una recentissima scoperta fatta al Besta, in via di pubblicazione sulla rivista scientifica “Science”, prometta di aprire un capitolo del tutto nuovo per questa malattia: non più solo farmaci sintomatici dall’efficacia incerta, ma una terapia capace di agire a monte sulla vera causa delle placche amiloidi che infarciscono il cervello dei pazienti.
Basterà correggere un’alterazione genetica denominata “a673v” utilizzando la sua forma eterozigote che sembra capace di inibire la forma gemella monozigote patologica.

Una fra le tante sostanze in grado di alterare le facoltà mentali è la Cannabis. Oggi, però, se ne sente parlare sempre più spesso anche in termini di possibili applicazioni terapeutiche. In quale campo neurologico i derivati del tetraidrocannabinolo vengono già impiegati?
Non vengono impiegati di routine, ma solo in via sperimentale. La biologia del sistema cannabinoide chiarisce che queste molecole sono in grado di rallentare la progressione di disordini neurovegetativi, funzionando da neuroprotettori, utili in malattie come Parkinson e Alzheimer. Una possibile applicazione sembra quella nella sclerosi multipla. La maggior parte degli studi clinici hanno valutato il principio attivo chiamato THC, noto come Marinolo, per la sua maggiore disponibilità: riduce gli spasmi e il dolore nei malati affetti da sclerosi multipla, cancro e nella fase post-operatoria. Oltre al principio naturale, che può essere sintetizzato in vitro, esistono cannabinoidi di sintesi modificati per renderli più efficaci. Non è facile ottenere un singolo principio sintetico in grado di riprodurre l’effetto dell’inalazione di marijuana o hashish, in quanto la Cannabis contiene più di 60 cannabinoidi e oltre 200 altri costituenti, tuttavia l'impiego di un singolo composto facilita il suo dosaggio riducendone gli effetti tossici.
I trial clinici si sono basati su nabilone, dexanabinolo, dronabinolo, levonantradol, assunti per via orale. I cannabinoidi assunti oralmente, però, non sono abbastanza efficaci, in quanto vengono sequestrati dal grasso che li rilascia in modo insufficiente. Inoltre, passando dal fegato vengono parzialmente degradati. La via selettiva è quella inalatoria, dove tra l’altro l’elevata temperatura attiva con più efficienza alcuni composti attivi.
Ovviamente gli effetti collaterali del fumo sono pericolosi per la salute e la Cannabis non può certamente essere considerata un medicinale.

La lotta all’Aids in Africa passa anche attraverso un accordo firmato dalla Fondazione Carlo Besta e dall’ospedale centrale “Hcm” di Maputo, in Mozambico. Il protocollo d’intesa prevede una stretta collaborazione fra medici e ricercatori italiani e africani centrata, in particolare, sul trattamento delle complicazioni neurologiche che il virus provoca sui bambini. Come procede questa esperienza?
La cooperazione della Fondazione “Carlo Besta” con l’ospedale centrale di Maputo “HCM” in Mozambico, iniziata nel 2006, si sta rivelando un’esperienza interessante e preziosa sotto molteplici profili. In primo luogo per quanto concerne gli aspetti strettamente clinici, infatti uno degli scopi dell’accordo è il trattamento delle complicazioni neurologiche da virus HIV nei pazienti in età pediatrica. Basti pensare che nel 30% dei giovani sieropositivi vengono riscontrate complicazioni neurologiche. Se si considera che in Mozambico oltre il 16% della popolazione è portatore del virus – con punte del 25% nel sud del paese e nella capitale – e che nei primi 2 anni di vita muore un neonato infettato su 2, mentre nei bambini sani la mortalità nei primi 2 anni è del 15%, ben si comprendono le dimensioni del problema e la necessità di intervenire.
I medici del Besta impegnati in questo progetto hanno dimostrato fin da subito una dedizione straordinaria, grazie alla quale si sono registrati immediati benefici.
L’impegno in questo senso è volto anche alla fornitura delle apparecchiature e delle attrezzature mediche necessarie; tutto ciò grazie alla collaborazione della Regione Lombardia e di alcuni donatori privati, ivi comprese molte associazioni.
Ma l’obiettivo più importante dell’accordo guarda al futuro, cioè all’esportazione di conoscenze mediante la formazione dei giovani medici mozambicani. Bisogna considerare che attualmente in tutto il Mozambico i medici neurologi sono soltanto 2 e nessuno di loro è specializzato nella cura dei bambini. È per questa ragione che la prima fase dell’accordo prevede appunto un periodo di circa 2 anni durante i quali alcuni medici mozambicani frequenteranno il Besta per poi rientrare a Maputo e applicare quanto appreso. Parallelamente i nostri medici offriranno formazione in loco su temi urgenti e specifici. Oltre a ciò, grazie alle nuova tecnologie, abbiamo approntato un sistema che consente ai 2 ospedali di dialogare in videoconferenza sia per lo studio di casi clinici di particolare complessità, sia – ancora una volta – per poter formare i medici locali. Riteniamo che si tratti di un ottimo e concreto esempio di quella che gli 'addetti ai lavori' chiamano telemedicina.
Siamo convinti che l’eccellenza in ambito scientifico e clinico, della quale si parla, sia anche questo: la capacità di condividere esperienze umane e professionali con realtà da noi molto distanti.

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Autore: Gigro
17/03/2009 - 14.52.00
 
Alessandro Moneta: le prossime 'mosse' dell'Istituto 'Besta'
FOTO: Alessandro Moneta: le prossime 'mosse' dell'Istituto 'Besta'
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