Milano Sanità
Username:  
Password:  
Hai dimenticato la Password?
 
 
PROTAGONISTI  ›  INTERVISTE

INTERVISTA A THOMAS VACCARI

Da poco tornato a Milano, un grande cervello italiano racconta la sua "fuga" all'estero

 

Thomas Vaccari dopo un decennio trascorso all’estero ha deciso di rientrare in Italia. Dirige un gruppo di ricerca presso l’istituto FIRC di Oncologia Molecolare (IFOM) di Milano, uno dei migliori centri europei nella ricerca sul cancro.

Lo abbiamo intervistato chiedendogli di raccontare la sua esperienza e di indicare delle possibili soluzioni al problema della "fuga di cervelli".

Professor Vaccari, dopo un dottorato in Germania ed una lunga esperienza negli Stati Uniti, la domanda sorge spontanea: perché è tornato in Italia?

"Ci sono vari motivi che mi hanno spinto a ritornare. La prima ragione è di opportunità. Da un paio di anni a questa parte comincia ad essere più semplice reperire fondi in Europa rispetto agli Stati Uniti. Un fatto poco noto questo e in controtendenza rispetto agli anni passati. Un ritorno all’Europa che sta coinvolgendo anche diversi miei colleghi. Il secondo motivo è sicuramente la lontananza, poiché la California non è proprio dietro l’angolo. Essendo di Milano e avendo la mia famiglia in questa città, ho sentito la necessità di spostarmi in un luogo più vicino. Non necessariamente l’Italia, ma comunque un luogo dove Milano fosse abbastanza raggiungibile in tempi differenti rispetto che dagli Stati Uniti".

Di cosa si occupa all’IFOM?

"L’Ifom (www.ifom-firc.it) è un istituto che si occupa di ricerca oncologica. Uno dei 3 migliori d’Europa. Il mio gruppo studia i meccanismi molecolari che regolano in particolare l’endocitosi nelle cellule epiteliali. Tali cellule sono quelle che formano i tessuti all’interno dei nostri organi e la cui organizzazione e proliferazione deve essere strettamente controllata per prevenire l’insorgenza di patologie tumorali. I geni endocitici potrebbero prevenire lo sviluppo del cancro regolando il livello di molecole importanti per la trasduzione di segnali che governano la comunicazione tra cellule. Infatti quest'ultima è critica per il corretto funzionamento della maggior parte dei tessuti che compongono gli organi ed è frequentemente alterata in molteplici tipi di cancro. Drosophila, il moscerino della frutta che costituisce uno dei più importanti organismi modello nella ricerca biologica e genetica, si è dimostrato in questo specifico ambito di ricerca il sistema più idoneo per esplorare come il processo di endocitosi riesca a controllare la crescita dei tessuti epiteliali. Usando questo sistema modello, il nostro programma di ricerca si prefigge di scoprire come l'endocitosi controlli la trasduzione di segnali tra cellule, sia sane che tumorali. Ciò permetterà in futuro di sviluppare farmaci che contrastino l'insorgenza di tumori dovuti ad alterazioni della comunicazione tra cellule".

Può tracciare una breve descrizione del modo di operare nelle diverse nazioni dove ha lavorato?

"Diciamo che la differenza non è tanto tra gli Stati, bensì tra contesti. Dal punto di vista organizzativo le università sono un contesto più statico di quello che potrebbe essere un istituto privato di ricerca. Io ho notato questa differenza in Italia, perché sono passato da un contesto come la Statale di Milano, dove mi sono laureato, all’Ifom che è un istituto di ricerca privato (fondato da FIRC, il fondo italiano per la ricerca sul cancro). Ma questo vale anche per l’estero. Dipende dunque dal contesto e dalle risorse che si hanno a disposizione. All’interno però dei contesti possiamo individuare alcune differenze. Ad esempio in Europa, negli istituti di ricerca privati, si tendono a realizzare molte collaborazioni tra i differenti gruppi. Negli Stati Uniti invece l’atteggiamento è molto diverso, perché ogni gruppo all’interno dei vari dipartimenti è a sé. Si tende molto ad essere indipendenti dagli altri gruppi, sia dal punto di vista delle attrezzature che di reperimento fondi".

Che consiglio si sente di dare ad un giovane che volesse intraprendere la carriera di scienziato?

"Il punto chiave è sapere in maniera abbastanza chiara cosa si intende fare. Sulla base di ciò, seguendo i propri interessi e le proprie passioni, ovunque queste ti portino, è difficile che si sbagli. Se c’è motivazione ed interesse in quello che si fa, rimanere in Italia o andare all’estero poco cambia. Quello che può essere discriminante nella scelta è trovare l’ambiente che ti dia la possibilità di sviluppare i tuoi interessi. Per una serie di ragioni, come le possibilità di dottorato, questi ambienti si trovano più facilmente all’estero ma con le dovute eccezioni".

Spesso i media riportano notizie riguardanti "fughe di cervelli" italiani all’estero. Cosa dovrebbe fare lo Stato italiano per valorizzare il proprio patrimonio?

"Bloccare la fuga dei cervelli non ha moltissimo senso. Chi va a imparare all’estero quando torna arricchisce il Paese. Piuttosto, molta gente se ne va non tanto perché ha interessi scientifici che si svolgono fuori dall’Italia ma perché, soprattutto ad inizio carriera, è poco agevolato nello stare nel nostro Paese. Nel momento in cui i salari per uno studente di dottorato non permettono nemmeno di pagare l’alloggio, difficilmente lo studente accetterà di rimanere. Quindi bisognerebbe agire sui salari e sulla possibilità di studentati che accolgano a prezzi contenuti gli studenti di dottorato. Noi all’Ifom ci stiamo muovendo in questa direzione, offrendo degli stipendi di dottorato e di post-dottorato che permettano di vivere a Milano. Non solo, l’obiettivo è anche quello di portare cervelli stranieri nel nostro paese. Il punto importante è creare condizioni per riportare i cervelli in Italia e attirare quelli stranieri. Negli ultimi anni, sul ritorno dei cervelli si sono fatte cose buone. Penso ad esempio agli incentivi fiscali per chi ritorna, ai bandi statali per giovani ricercatori e ai finanziamenti erogati dall’AIRC, l’Associazione Italiana per la ricerca sul Cancro che finanzia il mio gruppo, tutti assegnati in maniera meritocratica".

GALLERIA FOTOGRAFICA

La fotogallery necessita di JavaScript e Flash Player. Scarica Flash qui .

   
Autore: Daniele Banfi
29/03/2010 - 10.32.00
 
Intervista a Thomas Vaccari
FOTO: Intervista a Thomas Vaccari
PRIMO PIANO
INTERVISTE
Quotidiano di attualitā e notizie su salute e benessere
Registrato presso il Tribunale di Milano con il n° 64 del 13/02/2009
Direttore Responsabile: Gianluca Grossi
Edito da Milano Web Publishing Snc  -  Web Hosting Company: Aruba SpA