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FABBISOGNO CALORICO, METABOLISMO E INDICI DI MASSA CORPOREA
Tutto quello che c'č da sapere
Non essere in sovrappeso e restare nel proprio peso forma è importante per la salute. Questo è inconfutabile e raccomandato da qualsiasi medico.
Spesso, però, attorno al calcolo delle calorie c’è molta confusione e si rischia di commettere molti errori alimentari. Per far chiarezza sull’argomento, Milano Sanità si è avvalsa della prestigiosa consulenza del Professor Antonio Liuzzi, endocrinologo, direttore dell’UO di Medicina Interna dell’Istituto Auxologico di Piancavallo (Verbania), le cui altri sedi italiane sono l’Istituto Scientifico San Luca di Milano e l’Istituto Scientifico Ospedale San Michele di Milano.
Come si calcola il proprio fabbisogno calorico?
Per fabbisogno calorico intendiamo il numero di calorie, e quindi l’energia, che ci serve per compiere le nostre funzioni quotidiane. Grosso modo, il fabbisogno calorico totale comprende un certo numero di calorie, circa il 70%, che spendiamo per le nostre funzioni di base quali il lavoro del cuore e la respirazione ed una quota di calorie variabili in funzione della attività quotidiane. La prima quota detta anche comunemente metabolismo o dispendio energetico basale è determinata da fattori genetici e ormonali la seconda dipende ovviamente dal grado di attività fisica. Vi sono diverse formule per il calcolo del fabbisogno basale. La più comunemente usata è la formula di Harris Bendict che tiene conto del sesso, dell’età, del peso e della statura. Al numero di calorie che risulta dalla formula si aggiunge una certa percentuale dal 20 al 30 a seconda della attività fisica stimata del soggetto. Questi risultati si possono ottenere facilmente da internet: ad esempio sul sito della Società Italiana Obesità si può facilmente ottenere il proprio fabbisogno calorico inserendo i propri dati.
Quali disfunzioni possono colpire il fabbisogno claorico? Come ci si accorge della loro esistenza?
Il fabbisogno calorico non può avere disfunzioni. Può esserci invece una patologia dell’introito e del dispendio energetico. In condizioni di normalità le calorie acquisite e quelle spese sono in parità ed il peso si mantiene stabile. Se prevalgono le calorie introdotte il peso aumenta, se prevalgono quelle spese il peso diminuisce. Oltre certi limiti, nel primo caso si ha la condizione di obesità nel secondo di magrezza. Gli stati di nutrizione si valutano con un indice molto semplice, l’indice di massa corporea o BMI (Body Mass Index), che si deriva dal peso diviso per l’altezza in metri al quadrato (Vedi sito SIO). La normalità va dal 20 al 24, 9 valori inferiori indicano il sottopeso o magrezza, dal 25 al 29, 9 si parla di sovrappeso e dal 30 in su di obesità. Tornando alla prima domanda, il peso aumenta quando per motivi genetici, psicologici o più semplicemente per motivi sociali si introduce un quantitativo di calorie superiore al fabbisogno; molto raramente, sebbene sia comunemente creduto molto frequente, il dispendio energetico diminuisce per un difetto della funzionalità tiroidea. Il peso può diminuire quando si riduce il quantitativo di calorie ingerito come comunemente avviene nella disappetenza causata da malattia o da gravi patologie psichiatriche con disturbo del comportamento alimentare o quando aumenta il dispendio energetico come nell’ipertiroidismo o in altre più rare endocrinopatie o, più semplicemente, nel caso di aumento dell’attività fisica non controbilanciata da un adeguato aumento dell’introito calorico. Ci si accorge quindi della esistenza di alterazioni del metabolismo energetico in occasione di variazioni di rilievo del proprio peso corporeo non spiegabili con volontari cambiamenti dell’introduzione o del dispendio di calorie.
Come avviene una visita per valutare il funzionamento del proprio metabolismo?
Una visita medica per una prima valutazione di alterazioni del metabolismo è necessaria: una attenta raccolta della storia clinica è importante per acquisire informazioni sulla eventuale presenza delle condizioni ricordate in precedenza e per prescrivere eventuali indagini di laboratorio. Il dispendio energetico può peraltro essere misurato con metodiche strumentali. La misurazione diretta delle calorie prodotte o consumate richiede metodiche molto sofisticate. Più comunemente si può misurare con la calorimetria indiretta il dispendio energetico basale determinando l’ossigeno consumato in condizioni di riposo e in un ambiente confortevole per temperatura e quiete. Dall’ossigeno consumato si può risalire con buona accuratezza alle calorie consumate per le funzioni vitali. Una riduzione di questo dato può essere legato, sebbene ripetiamo raramente, ad una condizione di ipotiroidismo o ad una stigmate genetica che spiega quelle situazioni, invero frustranti, di persone che aumentano di peso per modiche variazioni di introito calorico. Sono attualmente disponibili strumenti portatili che consentono di misurare con approssimazione il dispendio energetico durante l’attività fisica.
In vista della superalimentazione natalizia, quali accorgimenti consiglia per non stravolgere il proprio metabolismo?
Per fortuna la superalimentazione natalizia non è in grado di stravolgere il metabolismo ma è sicuramente in grado di incrementare il nostro introito calorico, per la introduzione di grandi quantità di alimenti ad alto contenuto calorico, e di determinare quindi non graditi aumenti di peso. Si tenga presente che l’equivalente calorico di un chilo di tessuto adiposo è intorno alle settemila calorie, un quantitativo che si introduce facilmente ma che più difficilmente si riesce a smaltire. Gli accorgimenti per contrastare questo fenomeno sono intuitivi: per prima cosa limitare a poche occasioni e non a tutto il periodo festivo i pasti luculliani. Come seconda cosa, se proprio non si riesce a controllare le entrate, cercare di aumentare le uscite per mezzo di un incremento della attività fisica. Non è tanto necessario andare in palestra, magari saltuariamente, o andare a sciare nel week end quanto praticare una modesta attività aerobica (camminare a passo spedito per almeno 40 minuti) ma tutti i giorni. Se già lo facciamo questa quantità va incrementata in proporzione. L’importanza della attività fisica viene sempre più chiaramente dimostrata dalla letteratura scientifica ed è sicuramente più utile di una severa restrizione dell’introito calorico che se non ben bilanciata nella composizione qualitativa degli alimenti può essere dannosa per una perdita prevalente di massa magra. Occorre ricordare infatti che non è tanto importante perdere peso quanto perdere tessuto adiposo e non recuperalo. Non incolpiamo quindi il pranzo di Natale di tutti gli errori che facciamo durante l’anno.
| Autore: Lara Morandotti |
30/11/2009 - 15.06.00 |
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| FOTO: Fabbisogno calorico, metabolismo e indici di massa corporea |
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