L'ARIA DI MILANO È GIÀ QUASI ILLEGALE
Ci prepariamo ad un nuovo, inutile, sacrificio con il "blocco del traffico" di domani
Ormai da tempo ne siamo tutti consapevoli, l’aria di Milano è irrespirabile. E questa condizione, se può consolarci, non c'è solo nella metropoli lombarda e nel suo hinterland.
Si può asserire infatti che l’aria di tutta la regione, e per estensione, di tutta la Pianura Padana, non sia certo nota per la sua purezza e la sua salubrità. Ad aggravare la situazione interviene, con un effetto non trascurabile, la conformazione orografica della nostra Italia: le Alpi a Nord e a Ovest che isolano la Pianura Padana dalle regioni limitrofe, determinando il suo particolare microclima e bloccando la maggior parte delle perturbazioni (fredde, scandinave, ma anche di quelle umide e piovose, atlantiche) e consentendo la formazione di un "cuscinetto" di aria stagnante che fatica a spostarsi verso Sud, bloccato dagli Appennini.
Ora, se questo ristagno d’aria fosse pulito, probabilmente non sarei qui a scrivere. Il vero problema è che pulito non lo è affatto; soprattutto dagli anni ’60, quando, a seguito dell’industrializzazione massiva, le attività umane sono diventate la principale causa dell’immissione in atmosfera di enormi quantitativi di inquinanti, che, dalle aree produttive e densamente abitate, si diffondono indisturbati in tutta la pianura.
Ma ora veniamo a dettagliare il problema...
Ogni anno leggiamo che nella città di Milano vengono superati i limiti di PM10. La legge dello Stato (D.M. 60/2002), che ha recepito una direttiva comunitaria, impone che non debba essere superato il limite 50 microgrammi/metrocubo di PM10 per più di 35 giorni all’anno. Per intenderci, in 1 metro cubo di aria non ci devono essere più di 50 milionesimi di grammo di polveri sottili.
Nel capoluogo lombardo, addì 6 Febbraio 2011, i giorni di sforamento dai termini di legge sono stati già 34, quasi pari a quelli di calendario.
Semplice dunque prevedere che anche per quest’anno Milano sarà una città "fuorilegge", almeno sotto questo punto di vista.Quotidianamente sentiamo parlare appunto di PM10, ma l’informazione che ci viene fornita riguardo a cosa esso sia e agli altri inquinanti è piuttosto carente. Il PM10 è qella porzione delle cosiddette polveri sottili, che, date le dimensioni delle sue particelle, può scendere nelle vie respiratorie fino ai bronchi o poco più giù.
Deriva sia da processi naturali (come gli incendi boschivi) sia dalle attività umane. Queste ultime prevalgono in un contesto urbano come il nostro: le principali fonti sono i fumi industriali, il riscaldamento domestico e le emissioni degli autoveicoli.
L’esposizione a queste particelle determina in individui in buona salute sintomi acuti quali irritazioni di occhi, naso e gola, infiammazioni locali delle vie respiratorie che causano tosse, e bronchiti. Esposizioni continuative sono più nocive per tutti, in particolar modo per i nostri anziani, bambini e per chi ha problemi respiratori e cardiovascolari.
Ben più pericolosi, ma meno conosciuti, sono i PM2,5, i PM1 e i PM<1, cioè quelle porzioni di polveri sottili molto più piccole del PM10 (anche se ne condividono le fonti di origine) che giungono fino ai polmoni ed agli alveoli polmonari, dove lunghe esposizioni nel tempo determinano difficoltà respiratorie anche importanti. Possono anche essere causa di tumori, in tutto l’apparato respiratorio.
Altri inquinanti presenti nelle polveri sottili sono il benzene e gli idrocarburi policiclici aromatici (cosiddetti IPA), che derivano da ogni processo di combustione degli idrocarburi; il benzene e molti IPA sono altamente cancerogeni.
Inoltre ogni combustione di rifiuti urbani, di materie plastiche contenenti cloro (come il ben noto PVC), e quella che avviene in alcuni processi industriali, ma anche quella del legname, generano e immettono in aria diossine.
Queste, cancerogene e teratogene, rimangono a lungo nell’ambiente ed ormai ogni alimento che ingeriamo è "contaminato" da diossine, a prescindere dal tragico evento di Seveso del ’76. Andando a cercare le diossine nel sangue di tutti noi, attraverso le analisi ematiche, resteremmo spiacevolmente sorpresi di fronte ai risultati.
In preoccupante aumento sono anche l’anidride solforosa, gli ossidi di azoto, il monossido di carbonio, il metano, l’anidride carbonica e i metalli pesanti come piombo e mercurio.
Dato che le principali fonti di tutti questi inquinanti appena descritti sono i processi industriali e il riscaldamento domestico, che sono molto più incidenti, in termini quantitativi, del traffico cittadino (sia chiaro, non per questo il traffico merita un’assoluzione), va da sé che provvedimenti quali il blocco della circolazione stradale nelle città hanno effetti fondamentalmente "trascurabili" e "palliativi", visto che è minimo il loro contributo alla soluzione del problema, che va cercata molto più "a monte".
Queste “Domeniche a piedi” hanno tuttavia il lato "positivo" (forse) di allietare le giornate dei milanesi e di "sensibilizzare" l’opinione pubblica sull'emergenza ambientale.
Per concludere, un piccolo suggerimento agli amanti di jogging e ciclismo: con l’attività fisica aumenta la frequenza respiratoria. Questo significa che, aumentando gli atti respiratori al minuto, inspiriamo più aria e di consequenza una maggior quantità di polveri sottili.
Quindi, per fare una corsetta, le vie di Milano non sono certo una delle piste migliori!