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PSICOLOGIA: CAPIRE UN SOGGETTO ATTRAVERSO LE IMMAGINI

Test di Rorschach e analisi di produzione grafica: scavare nel mondo interiore per capire le psicopatologie

 

Per mezzo delle immagini, autoprodotte o sottoposte, è possibile comprendere la personalità di un soggetto e scavare e approfondire il mondo interiore di un paziente.

Ne abbiamo parlato con la Professoressa Fiorella Gazale, docente di psicodiagnostica e presso la Scuola di specializzazione dell’Università degli Studi di Milano e responsabile dell’area psicodinamica nel servizio psicologico attivo presso l’Ospedale San Paolo di Milano.

Dottoressa, quali sono le modalità di analisi per mezzo di immagini più diffuse all’interno della psicodiagnostica?

Tra i test storici, uno dei principali è quello di Rorschach, inaugurato nel 1921 attraverso una selezione di numerose immagini casuali create con macchie di inchiostro. Sottoposte a diversi soggetti, suscitavano risposte differenti con caratteristiche strutturali diverse a seconda che le persone fossero sane o affette da psicopatologie. La Scuola che, poi, ha maggiormente adottato e approfondito questo tipo di test, è stata la Scuola di Exner, che ha elaborato un sistema comprensivo delle varie risposte.

Esistono risposte giuste per il test di Rorschach?

No, non esistono risposte giuste o sbagliate e non esiste un significato univoco per le macchie. Il lavoro dell’interprete, dello specialista, è quello di confrontare i risultati di un soggetto con quelli di altre persone senza problemi psicologici e con quelli di pazienti affetti da disturbi.

Cosa ne emerge?

Si traggono degli indici in base alle diverse risposte e si effettuano confronti. La logica sottostante questo test è che le tavole di Rorschach sono come una situazione nuova da affrontare, una scelta da prendere, un problema da risolvere. L’immagine della tavola sollecita, appunto, la risposta, la reazione del soggetto davanti a una situazione nuova. Un soggetto, nelle macchie, vede una cosa o un’altra in base al proprio mondo interiore e alle proprie aspettative: davanti alle macchie di Rorschach adotta lo stesso stile che adotta nella vita quotidiana.

Esiste, poi, lo studio della personalità in base a immagini prodotte dal soggetto stesso…

Sì, anche questo tipo di analisi di produzione grafica nasce intorno agli anni ’20. Inizialmente era adoperato per studiare i disturbi infantili e quale primo approccio come test di intelligenza primitivi. Si credeva che più numerosi fossero i dettagli e più intelligenti fossero i bimbi. Poi, però, fortunatamente questa lettura venne superata e si è passati all’idea che l’analisi di immagini autoprodotte è utile per capire il vissuto, le emozioni e gli stati d’animo del paziente, adulto e bambino.

Da un’immagine realizzata da un soggetto, cosa si può intuire?

E’ possibile capire come una persona maturi delle aspettative in merito a qualcosa, e come gestisce l’interazione con gli altri. Se un soggetto nutre delle aspettative di un certo tipo, costruisce una 'storia' e realizza un disegno, che è un’eco di queste aspettative. Da un’immagine, essenzialmente, un bambino disegna il mondo in cui si rappresenta il mondo.

Quali sono i disegni che si chiedono più frequentemente a un soggetto?

Si può chiedere di realizzare un disegno libero a scelta, oppure la famiglia, le emozioni come paura, gioia, rabbia, tristezza, la figura umana, un albero, una casa, una famiglia di animali. L’esperto, quindi, procede all’interpretazione, che non è mai assoluta. L’interpretazione fa affidamento sull’esperienza dell’esaminatore, che dall’immagine riesce a comprendere gli interessi e le paure del paziente, e quindi anche a metterlo a suo agio. In genere, poi, questi test favoriscono la verbalizzazione, dal momento che si chiede al piccolo paziente di commentare il proprio disegno e, in questo modo, dà voce a una parte di sé.

Cosa emerge dai test di produzione grafica?

Dalle immagini realizzate da un soggetto non si arriva a una categorizzazione rigida di una psicopatologia, però si ottiene una descrizione funzionale: si comprende, cioè, come un soggetto ‘funziona’ e reagisce alla vita quotidiana e alle situazioni di stress, come si comporta nella vita affettiva (come gestisce le emozioni, se è più o meno riflessivo, se avverte sensi di colpa o meno…); quale immagine ha di sé (se ha autostima, se possiede uno sguardo autoriflessivo…); come si comporta nelle relazioni interpersonali (se si aspetta relazioni di collaborazione e arricchimento o se, al contrario, come sfide da superare, se è empatico o no…); e poi si ottengono informazioni sulla sua vita cognitiva (se percepisce gli stimoli in un modo usuale o insolito, se ha una visione accurata o superficiale del mondo, ad esempio, se ha un pensiero infantile o elaborato e complesso e bizzarro).

Questi test vengono somministrati anche agli adulti?

I test di Rorschach sì, ma all’estero anche ai bimbi dai 5 anni in su. Ovviamente per l’interpretazione si procede al confronto con gruppi campione selezionati in base all’età. Quelli di produzione grafica vengono somministrati invece soprattutto ai bambini, e in genere non vengono usati di routine, ma in integrazione con altri e spesso in supporto alle tavole di Rorschach. I test di produzione grafica, infatti, contribuiscono ad arricchire il quadro di un paziente, richiedono l’intuizione dell’esperto e non hanno un valore estremamente scientifico.

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Autore: Elisa Di Battista
29/09/2009 - 15.03.00
 
Psicologia: capire un soggetto attraverso le immagini
FOTO: Psicologia: capire un soggetto attraverso le immagini
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