"INFLUENZA A": NON Č UNA NOVITĀ
Il professor Massimo Galli: "Equivoci giā a partire dal nome, ma vaccino č fondamentale"
Continua a rimanere altissima, in Italia e nel Mondo, l’attenzione verso l’influenza A: dallo scoppio dell’epidemia (primavera 2009), secondo i dati dell’Oms, ha mietuto almeno 3.205 vittime.
Per capire qualcosa di più, in primis sul significato di ‘Influenza A’, Milanosanità ha interpellato il Professor Massimo Galli, esperto in 'Malattie Infettive' dell’Università degli Studi di Milano e presso l’Ospedale Luigi Sacco.
Cosa distingue l’influenza A da quella ‘stagionale’?
"Innanzitutto c’è un equivoco di fondo a partire dal nome. In realtà tutte le influenze stagionali, tranne le B (molto blande e irrilevanti) sono ‘A’. All’interno dell’influenza ‘A’ rientrano tutte le influenze derivanti da una stessa specie virale con diversi ceppi virali. La ‘A’ si classifica sulla base delle caratteristiche delle Neuroaminidasi (N) e della Emoagglutinina (H) (ossia le proteine che si trovano sulla superficie del virus, ovvero le sue armi molecolari, Ndr). La sigla H1N1 è quindi derivante dalla enumerazione di N e di H, cioè delle proteine del virus. Parlare, dunque, indistintamente e in modo assoluto di ‘influenza A’ è scorretto: la stagionale del ’68, ad esempio, era comunque un’influenza ‘A’ ma H3N2; mentre la cosiddetta ‘Russa’ del ’77 era esattamente una H1N1. Quella di adesso (detta ‘suina’ o ‘Messicana’) non è che un nuovo ceppo della H1N1."
Cosa succede se nei prossimi mesi la ‘stagionale’ e la ‘suina’ si sommano?
"In passato è capitato che un nuovo 'virus pandemico' almeno per 2 volte consecutive abbia tolto di mezzo il virus pandemico precedente. Nel ’57, ad esempio, la ‘Asiatica’ tolse di mezzo la ‘Spagnola’ del ’18. Così, la H1N2 derivante da Hong Kong eliminò la ‘Asiatica’. Invece, nel ’77 la ‘Russa’ H1N1 circolava insieme alla H3N2 stagionale. Oggi resta quindi aperto l’interrogativo, al quale non è possibile rispondere preventivamente: la H1N1 limiterà o meno il virus precedente? Nessuno, ancora, può saperlo."
Cosa ne pensa dei vaccini contro la ‘suina’? Un’iniziativa necessaria o eccessivamente allarmistica?
"Per ovvi motivi tra il momento in cui si trova un nuovo virus e quello in cui si hanno dosi sufficienti di vaccino per intervenire sulla popolazione, non possono passare meno di 6 mesi. Se il virus della ‘suina’ è stato identificato ad aprile 2009, non potremo avere il vaccino prima di ottobre: non saremmo comunque in tempo per bloccare la diffusione iniziale del virus. Tuttavia resta fondamentale averlo, per ridurre un’ulteriore diffusione del virus e per favorire una riduzione del rischio di mutazione del virus. Più persone si infettano, infatti, è più il virus può mutare e replicare."
L’11 settembre 2009 il viceministro alla salute Fazio ha firmato l’ordinanza sulla vaccinazione contro l’influenza A. Essa prevede di vaccinare il 40% della popolazione italiana. il virus sarà distribuito a Regioni e Province tra il 15 ottobre e il 15 novembre.