'INFLUENZA SUINA': IL PUNTO DELLA SITUAZIONE ALL'OSPEDALE SACCO
Dott. Rizzardini: "La situazione č sotto controllo. Fondamentale l'informazione per evitare allarmismi"
L’Ospedale Sacco di Milano è uno dei maggiori centri di ricerca di infettivologia di Milano e, grazie anche alla sua posizione facilmente raggiungibile dall’aeroporto di Malpensa, è uno dei punti di riferimento per quanti vogliano sottoporsi ad accertamenti per scongiurare il contagio dal virus A/H1N1, detto anche ‘da influenza suina’.
“Al momento la situazione è sotto controllo” – spiega il dott. Giuliano Rizzardini, responsabile della Divisione di Malattie Infettive e Servizio di Allergologia dell’Ospedale Sacco – “Ora si sottopongono presso il nostro Centro una decina di pazienti al giorno, ma l’allarme si è ridimensionato”.
Rispetto a due settimane fa l’iperaccesso di pazienti si è ridotto, anche grazie alla buona informazione e alle notizie tranquillizzanti dal Ministero della Salute. I primi 5 pazienti erano arrivati al Sacco il 27 aprile, direttamente di ritorno dal Messico, e dimessi nell’arco di poche ore. Le persone accorse al Centro di infettivologia volevano accertarsi di non aver contratto il virus dopo viaggi in centro e nord America, ma alcuni non necessitavano neppure di controlli perché non presentavano alcun sintomo.
“Ci troviamo, ora, nella Fase 5 del 'periodo di allerta pandemico' del Piano Pandemia Influenzale della Regione Lombardia” – spiega il dott. Rizzardini – “in cui si registra una diffusione del virus tra gli esseri umani, ma ancora localizzata”.
“Importante sottolineare” – prosegue – “che la Regione ha prontamente fatto attivare il Piano del 2006 diffuso dall’Oms e dal Ministero della Salute: ci siamo quindi adeguati secondo le norme e le disposizioni previste”.
Il virus che in Messico in poche settimane ha mietuto oltre 150 vittime, ha velocemente toccato diversi Paesi del mondo: risale a ieri il primo caso in Cina, mentre, per fortuna, in Italia ammontano a 9 i casi accertati. L’ultimo, quello di un bambino di soli 2 anni a Roma, contagiato dal fratello 11enne risultato positivo al virus lo scorso 4 maggio, di ritorno dal Messico, e ora già guarito.
“L’informazione” – spiega il dottor Rizzardini – “è di fondamentale importanza in casi di rischio pandemico per evitare inutili allarmismi e panico generalizzato”.