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IL NAGA DENUNCIA: MILANO NON CURA I CLANDESTINI

Le Strutture Sanitarie milanesi non accettano gli stranieri irregolari

 

Mentre a Milano continuano ad arrivare i feriti dalla Libia (i primi 2 sono già stati dimessi dal 'San Gerardo' di Monza e da Humanitas), il 'NAGA', Associazione Volontaria di Assistenza Socio-Sanitaria e per i Diritti di Cittadini Stranieri, Rom e Sinti, pubblica una relazione volta a verificare l'effettiva prassi degli ospedali milanesi in relazione all'accesso alle cure per i cittadini stranieri irregolari.

Stefano Dalla Valle e Gugliemo Meregalli, i medici che hanno coordinato la ricerca, hanno spiegato: "Crediamo che il livello di accesso alle cure per i cittadini stranieri possa essere inteso come un termometro del grado di accoglienza e civiltà di un territorio".

Ed hanno poi aggiunto: "Abbiamo quindi voluto verificare, con un'indagine sul campo, quale fosse il grado di salute del nostro territorio e abbiamo riscontrato una situazione sconfortante", come "Strutture Sanitarie che negano anche un'assistenza sanitaria minima" agli stranieri senza permesso di soggiorno.

Dall'indagine emerge, infatti, che su 23 pazienti osservati dopo l'accesso al 'Pronto Soccorso', in 18 casi il codice STP (lo strumento attraverso cui per legge gli ospedali devono erogare cure anche agli immigrati irregolari) non è stato assegnato, o è stato assegnato, ma al paziente non sono state garantite le cure successive.

Il 'NAGA' avrebbe inoltre inviato, e in alcuni casi anche accompagnato, 82 pazienti, affetti da malattie croniche anche rilevanti, presso le strutture ospedaliere milanesi con richiesta di rilascio del codice STP; ma nel 61% dei casi la richiesta di codice STP ha dato un risultato negativo.

Dalla Valle e Meregalli hanno quindi concluso: "Sinteticamente possiamo dire che i cittadini stranieri irregolari che necessitano di cure soffrono una doppia malattia: quella organica e quella derivante dal mancato accesso alle cure".

Il 'NAGA' ha infine individuato 3 proposte che potrebbero migliorare l'attuale situazione: l'iscrivibilità dei cittadini stranieri irregolari nelle liste dei medici di medicina generale; l'applicazione omogenea della normativa nazionale vigente, con il conseguente rilascio e successiva gestione del codice STP in tutte le Strutture Sanitarie Pubbliche e convenzionate della Lombardia e una campagna di sensibilizzazione, formazione e informazione in merito ai diritti fondamentali in materia di salute rivolte a tutto il personale sanitario e ai cittadini stranieri regolari.

L'ospedale 'San Raffaele', chiamato in causa dagli esperti del 'NAGA' come uno tra i principali trasgressori della normativa, ha invece risposto: "la struttura milanese afferma con forza che questa è una affermazione falsa. Il rilascio di tale 'status' è un obbligo di legge e il San Raffaele non deroga in alcun modo a questa normativa, in modo tassativo".

Tanto che "da quanto è stata istituita questa procedura (in vigre dal 1998 con l'art. 35 del D. Lgs. 286) - ha continuato l'ospedale di Via Olgettina - "il 'San Raffaele' ha rilasciato circa 12.500 codici Stp, quindi vale a dire più di 1.000 all'anno".

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Autore: Fabrizio Capecelatro
14/04/2011 - 16.44.00
 
Il NAGA denuncia: Milano non cura i clandestini
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