IL FREDDO NELLA CURA CONTRO LA FIBROSI CISTICA
Sviluppata da un laboratorio genovese la ricerca inerente alla proteina CFTR
E' scaturita dagli studi dell'Istituto Gaslini di Genova l'ultima scoperta in materia di fibrosi cistica, una delle malattie degenerative più diffuse che sarebbe causata, secondo gli esperti, da un'alterazione presentata dalla proteina CFTR, responsabile dello scambio di cariche elettriche attraverso la membrana delle cellule epiteliali.
Tale anomalia, come già accennato da diversi studi condotti in precedenza sull'argomento, può essere quantomeno ridotta, con l'aiuto della bassa temperatura (circa 27°), che aiuterebbe a ripristinare le funzioni della suddetta proteina, in uno degli oltre 1500 casi di differenti anomalie riscontrati in essa, per la precisione quello chiamato con il nome deltaF508.
La bassa temperatura, oltre a influire positivamente sulla funzionalità della proteina, aiuterebbe anche a tracciare una sorta di “quadro genetico” delle variazioni all'interno della stessa, favorendo di conseguenza la ricerca di un farmaco adatto alla cura.
Come spiegato dallo stesso dottor Galietta, il responsabile del team di ricercatori che ha condotto lo studio finito anche sull'American Journal of Physiology, si tratta di una malattia estremamente eterogenea, per la cui terapia si rende quindi necessario adottare contromisure che vadano in più direzioni, considerando i diversi aspetti della patologia.
A proposito della ricerca scientifica in questione, è questa la spiegazione del dottor Galietta: “In questo tipo di ricerca e' come trovarsi di fronte a una porta chiusa e al doverla aprire con la giusta chiave tra migliaia diverse. Negli ultimi anni alcune 'chiavi' si sono dimostrate interessanti: una, sviluppata dalla compagnia farmaceutica Vertex, è già in fase di sperimentazione clinica per una particolare forma della malattia, altre invece si sono rivelate meno efficaci del previsto”.