IL FARMACO "AFFAMA TUMORE"
Nuovo farmaco contro il tumore alla mammella. La sua azione? Togliere i "viveri" alla malattia
Il metodo più efficace per uccidere una cellula tumorale? Togliergli i viveri. Questo è il principio su cui si basa un nuovo farmaco per la cura del tumore al seno.
Il suo nome è complicato, Bevacizumab, come il ruolo che deve svolgere, togliere la possibilità alle cellule malate di ricevere dal sangue i nutrienti necessari per vivere e riprodursi.
Il Bevacizumab lega e blocca il VEGF, una proteina necessaria per l'angiogenesi tumorale, quel complicato meccanismo attraverso cui le cellule neoplastiche riescono a creare nuovi vasi sanguigni necessari per rifornirsi di nutrienti e diffondersi nell'organismo. I tumori rilasciano il VEGF, in questo modo hanno la possibilità di circondarsi di vasi, proliferare e diffondersi.
L'inibizione dell'angiogenesi è un'importante opzione terapeutica per le donne malate di cancro alla mammella: efficace, meno effetti collaterali e migliore qualità di vita. La terapia a base di Bevacizumab, infatti, raddoppia il tempo senza progressione del tumore, rallenta cioè la sua proliferazione.
Questa terapia diventa, quindi, una grande speranza per la cura del cancro alla mammella, il tumore più letale e il secondo per diffusione nelle donne.
Per il momento, però, "le applicazioni cliniche del Bevacizumab nel tumore della mammella sono nel trattamento della malattia in stadio avanzato, cioè metastatico" – spiega Sabino De Placido, Ordinario di Oncologia Medica dell'Università Federico II di Napoli - "ma si stanno compiendo studi anche nel tumore precoce, quello che può essere trattato con la terapia adiuvante. Tali sperimentazioni però non sono ancora arrivati a conclusioni definitive".