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LA 'SEDIA A ROTELLE' CHE SI COMANDA CON LA 'MENTE'

Realizzato dal Politecnico di Milano il primo modello sperimentale dell'apparecchio utilizzabile con il pensiero

 

Alcune grandi "utopie" dell'uomo, nate e coltivate solo nell'ambito della 'fantascienza', negli ultimi anni si stanno trasformando in 'realtà', grazie al progresso scientifico e tecnologico.

Chi l'avrebbe mai detto che un giorno sarebbe stato possibile muovere un oggetto con la sola forza del pensiero?

Con orgoglio, segnaliamo che uno dei primi risultati, in questo settore, è tutto italiano.

Il Politecnico di Milano ha messo a punto una rivoluzionaria tecnologia, sviluppata dal Dipartimento di Elettronica e Informazione – Laboratorio di Intelligenza Artificiale e Robotica, che permette di guidare col pensiero una speciale carrozzella robotizzata grazie all’utilizzo di un’interfaccia cerebrale non invasiva.

L'obiettivo è decisamente importante: ridare autonomia di movimento a chi soffre di problemi neurologici, paresi, sclerosi multipla o amiotrofica laterale, e patologie della colonna vertebrale.

La 'sedia a rotelle' realizzata dal Politecnico di Milano, grazie ad elettrodi posti sulla testa della persona, è in grado di leggere l’attività elettrica sviluppata dai neuroni traducendola in comandi di movimento tramite un’opportuna interfaccia digitale.

Per l'utilizzatore è sufficiente osservare su un monitor i luoghi che desidera raggiungere; il programma traduce” in comandi i segnali neurali del cervello, facendo dirigere automaticamente la carrozzina nel luogo prescelto.

Come funziona?

Lo spiega il professor Matteo Matteucci, docente di Ingegneria della Conoscenza presso il 'Polo' di Como e responsabile del progetto "Brain-Computer Interfaces in Everyday Applications":

“Quando una persona osserva una parola illuminata e vi si concentra, il sistema riconosce la risposta cerebrale allo stimolo luminoso di interesse. Ogni stimolo 'interessante' - in questo caso una parola - all'interno di una certa sequenza, genera infatti nell'attività del cervello un particolare cambiamento (un’onda chiamata P300): riconosciuto il segnale, il computer elabora il percorso per giungere a destinazione. Poiché le onde cerebrali sono leggermente diverse per ognuno di noi, il sistema necessita di un addestramento individuale per associare, per esempio, la parola ‘cucina’ a una particolare forma della P300. Grazie a due laser integrati nella sedia a rotelle, inoltre, il sistema è in grado di evitare gli ostacoli, mentre due telecamere puntate verso l’alto rilevano particolari disegni-guida sul soffitto che segnalano i percorsi.”

"Si tratta ancora di un prototipo, in grado di funzionare, per adesso, solo in un ambiente chiuso" - sottolinea Matteucci -“Ma il progetto prevede di rendere la sedia funzionante anche in ambienti aperti”.

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Autore: Elena Rimessi
30/07/2009 - 16.30.00
 
La 'sedia a rotelle' che si comanda con la 'mente'
FOTO: La 'sedia a rotelle' che si comanda con la 'mente'
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