L'ORDINE DEI MEDICI PORTA IL CASO GROUPON ALL'ANTITRUST
Si chiede "chiarezza" sulle tariffe "stracciate" delle prestazioni sanitarie
Il gruppo di acquisto on-line Groupon è al centro di un’accesa battaglia sulle sue offerte di prestazioni sanitarie a prezzi stracciati, che ha fatto "infuriare" l’Ordine dei medici che ha addirittura chiamato in causa l’Antitrust.
La "scintilla" è scoppiata a Bologna, dove il locale Ordine ha puntato il dito contro le offerte in saldo di prestazioni mediche quali pulizie dentali, pap test, visite dermatologiche che si trovano comunemente su Groupon. L’Ordine ha così chiesto all’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato "l’apertura di una formale indagine volta a verificare la scorrettezza della pratica commerciale denunciata".
In risposta, l’avvocato difensore di Groupon, Roberto Panetta, spiega che le norme del decreto Bersani hanno maggiore efficacia, rispetto a quelle emanate da un ordine professionale.E, a maggior rafforzamento della tesi, Boris Hageney, responsabile di Groupon italia, ha affermato: E’ tutto in regola, per noi quella sanitaria è una categoria importante su cui facciamo controlli aggiuntivi rispetto a quelli degli altri partner. Cominciando, per esempio, col verificare se il professionista che si propone a Groupon è iscritto all'ordine".Poi, ha proseguito: "abbiamo cominciato l'anno scorso coi dentisti e abbiamo visto che la richiesta era forte, da qui il campo si è sempre più allargato, tanto che i coupon sanitari sono tra le tre categorie più forti. E i casi di reclami o rimborsi sono assolutamente in linea con gli altri settori".