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INTERVISTE

LA TERZA VIA DEI VIRUS NEUROTROPICI

L'importante scoperta č di un italiano, Matteo Iannacone. L'intervista di Milanosanitā

Un'altra importante scoperta da parte di un italiano. La ricerca, coordinata da Matteo Iannacone e pubblicata sull'autorevole rivista di settore 'Nature', riguarda le modalità attraverso cui i virus neurotropici raggiungono e infettano il cervello.

Matteo Iannacone, Senior Research Associate presso il laboratorio di Ulrich von Andrian alla Harvard Medical School, dopo numerosi premi e un'esperienza all'estero, fra pochi mesi tornerà in Italia, grazie al programma 'Armenise-Harvard Career Development', per aprire un laboratorio all’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano.

Noi di Milano Sanità lo abbiamo intervistato per capire quali sono le novità portate da questo studio e i prossimi passi da percorrere.

Dottor Iannacone, lei è stato premiato per una scoperta riguardo i virus neurotropici. Ci può spiegare cosa sono?


"I virus neurotropici sono quei virus in grado di infettare le cellule del sistema nervoso centrale, i neuroni. Tra i virus neurotropici più diffusi si annoverano il virus della rabbia, quelli della famiglia degli herpes, e il virus del Nilo Occidentale. Raggiunto il cervello, questi virus sono in grado di causare malattie potenzialmente letali come encefaliti o meningiti".

Quali sono le principali vie di contagio?

"La maggior parte di questi virus infetta l'organismo attraverso la cute o le membrane mucose. Alcuni sono trasmessi tramite contatto interumano, altri sono trasmessi da insetti (zanzare). Una volta entrati nell'organismo, i virus devono però riuscire a raggiungere i neuroni".


Quale è la strada che percorrono?

"Le strade che fino ad ora si conoscevano sono due: i nervi presenti in sede di infezione o la circolazione sistemica. Noi abbiamo scoperto una terza via: i nervi presenti nei linfonodi, piccoli aggregati di linfociti, le cellule del sistema immunitario, presenti lungo il decorso dei vasi linfatici che drenano la cute o le membrane mucose".

E quando raggiungono il cervello?

"Una volta che un virus raggiunge il cervello diventa 'invisibile' al sistema immunitario".

È quindi necessario riuscire a eliminarlo prima?

"Sì, impedire al virus di arrivare al cervello è fondamentale. Noi abbiamo identificato una popolazione di cellule nei linfonodi (i macrofagi del seno sottocapsulare) che svolge proprio questa funzione di cattura e inattivazione del virus, grazie alla produzione di interferone alfa, una molecola con attività antivirale, che impedisce ai nervi presenti nel linfonodo di venire infettati".

Quale valore ha questa scoperta per il futuro?


"Uno dei risvolti futuri più interessanti potrebbe essere quello di capire quale è il ruolo dei nervi nei linfonodi. Quello della comunicazione tra il sistema nervoso e il sistema immunitario sarà senz'altro uno degli argomenti più affascinanti della ricerca immunologica degli anni a venire".

E lei continuerà ad occuparsene?

"Io continuerò ad occuparmi della dinamica delle risposte immunitarie, in particolare ai virus, ma non solo".

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Autore: Antonio Tomeo
01/10/2010 - 17.58.00
 
La terza via dei virus neurotropici
FOTO: La terza via dei virus neurotropici
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