L'ARTROSI NEL CANE
Le terapie più innovative e i metodi naturali con la dott.ssa Giuliano della Clinica 'Via Emilia'
MilanoSanità continua il viaggio tra le patologi dei nostri amici a quattro-zampe, girando alla Dottoressa Helen Giuliano, della clinica 'Via Emilia' qualche domanda su una patologia relativamente diffusa tra gli animali domestici: l'artrosi.
Dott.ssa Giuliano, come l’uomo, anche il cane può essere colpito da artrosi. In cosa si differenza l’artrosi primaria da quella secondaria?
"A causa del prolungamento della vita del cane e a causa di vari fattori ambientali e alimentari, oltre che per una selezione genetica sempre più incosciente, l’artrosi del cane e anche del gatto è una patologia molto comune. Per artrosi si intende un processo cronico degenerativo a carattere progressivo a carico delle cartilagini e dell’osso sub-condrale. Inizialmente si assiste ad una usura della cartilagine ialina associata a reazione del tessuto osseo sottostante con conseguente sclerosi ossea. Si intende come artrosi primaria o idiopatica una artrosi la cui causa non è ben nota e generalmente è legata a predisposizione genetica. Da alcuni studi ('Condroscreen') di laboratorio effettuati su colture di cellule cartilaginee (condrocita) si è osservato che le cellule hanno un loro individuale ciclo vitale indipendente dall’età del soggetto. Questo vuol dire che se l’animale possiede una Dna che porta a prematura morte il condrocita, quel soggetto - indipendentemente da qualsiasi terapia faccia e indipendentemente dal tipo di vita che svolge - tende ad un processo degenerativo cronico. Lo stile di vita, l’alimentazione e i vari integratori sono solo fattori di influenza concomitanti, nel bene o nel male, nella predeterminata involuzione del tessuto cartilagineo. L’artrosi secondaria, invece, è conseguenza di fattori locali, generali e traumatici. Può essere secondaria a malformazioni scheletriche (cifosi, emivertebre..), a malattie osteoarticolari (necrosi asettica della testa del femore..) ad anomalie articolari congenite (displasia), a malattie metaboliche (iperparatiroidismo..), ad eventi traumatici (fratture, infezioni articolari…) e non ultime le artrosi “professionali” (cani da lavoro…)".
Quali sono i sintomi più comuni?
"I sintomi sono vari a seconda di quale artrosi si consideri. Il cane non è un animale sensibile come l’uomo e si abitua a convivere con i primi disturbi senza cambiare vistosamente il suo stile di vita. Solo quando il dolore non è più gestibile per il cane e quando i vari sistemi di compensazione (masse muscolari, spostamenti posturali) hanno ceduto, allora il cane manifesta vistosamente la sua difficoltà ad alzarsi da terra, a saltare, a correre ed a giocare per lungo tempo fino alla grave zoppìa e alla impossibilità ad alzarsi e muoversi senza piangere".
Quali sono i metodi più innovativi utilizzati per aiutare il nostro amico?
"L’artrosi non è solo una alterazione radiografica. E’ innanzitutto un processo biochimico. La persistenza di una degenerazione cartilaginea ed ossea ed il persistere di una infiammazione articolare è l’espressione di una attività di piccolissime particelle biochimiche chiamate radicali liberi. L’uso di un semplice antidolorifico sopprime il dolore e riesce anche, in parte, a spegnere una infiammazione ma non può agire su una catena di eventi biochimici che va sotto il nome di stress ossidativo. Una terapia che più di ogni altra riesce a lavorare su questa situazione è l’ossigeno-ozonoterapia. Tramite l’uso di un gas, l’ozono, fortemente ossidante, si riesce a liberare una serie di reazioni antiossidanti atte a bloccare l’infiammazione alla sua origine, riequilibrando la bilancia redox a favore degli antiossidanti e controllando così il livello dei radicali liberi dannosi per la cartilagine. L’ozonoterapia è una terapia che, se eseguita da persone esperte, non presenta rischi e permette una infinità di applicazioni e vie di somministrazione. Non ha effetti collaterali e generalmente è ben tollerata dal cane. In associazione, sono consigliate delle terapie orali di antiossidanti in grado di agire in sinergia con l’ozono per controllare i radicali liberi dannosi. Un’altra terapia innovativa da segnalare è l’impianto di grani d’oro che consiste nell’immissione, tramite aghi cavi, di piccoli grani d'oro che svolgono una stimolazione permanente in un punto di agopuntura o punti di neurofisiologia o strutture ossee danneggiate o in fasce muscolari contratte, svolgendo funzione antidolorifica, antinfiammatoria e rilassante. L’impianto è permanente per tutta la vita, non ha effetti collaterali ed il cane può godere rapidamente del suo effetto. Inoltre, prima di un impianto, si studiano bene anche le contrazioni muscolari e si esamina l’andatura del cane per valutare i vari spostamenti dei pesi. Si può così studiare una mappa di impianto individualizzata che permetta una migliore distribuzione delle forze durante il movimento e corregga così la postura del cane. Questo vuol dire evitare sovraccarichi nelle strutture sane destinate nel tempo a diventare artrosi ed avere un controllo fisiologico del dolore nelle zone colpite. Il cane può così anche essere sottoposto ad attività fisica senza rischiare di danneggiare l’organismo in modo grave".
Si tratta di un male che si può sconfiggere definitivamente?
"Non penso che si possa sconfiggere, almeno non attualmente. Però si può ben controllare e con queste nuove metodiche si può diagnosticare anche molto rapidamente, utilizzando terapie senza quegli effetti collaterali dei FANS e dei cortisonici".
Vengono applicate anche metodologie naturali?
"L’uso di terapie naturali quali agopuntura, omeopatia, omotossicologia, fitoterapia e magnetoterapia è assolutamente consigliato e auspicabile. La natura ha creato moltissime piante, radici e fiori in grado di controllare e combattere una artrosi. L’arnica in omeopatia, l’artiglio del diavolo e l’aloe in fitoterapia hanno ormai un ben noto meccanismo di azione riconosciuto da importanti studi. Tantissimi sono i regali offerti dalla natura all’uomo, il quale deve solo conoscerli bene e usarli nel modo più opportuno. La terapia dei miracoli ancora non esiste, ma tante sono le possibili alternative all’antinfiammatorio e al cortisone. Sarebbe molto limitante e dannoso fermarsi a questa banale conoscenza di base della medicina".