GUIDARE FUMANDO Č MENO PERICOLOSO DI GUIDARE CHIACCHIERANDO AL CELLULARE?
La sigaretta alla guida oltre a ridurre l'attenzione, amplifica anche i danni del fumo
Ci preoccupiamo sempre di quanto sia pericoloso guidare con il cellulare all'orecchio. Ed è giusto che sia così, pechè avere una mano impegnata rende meno pronti, meno rapidi e più impreparati a rispondere ad improvvise situazioni di emergenza.
Ed essere immersi in una conversazione riduce chiaramente l'attenzione. Per non parlare del fatto che noi italiani non ci risparmiamo affatto nelle gesticolazioni.
Lo stesso dovrebbe valere per le sigarette, infatti può cambiare l'oggetto ma non la situazione. Essere impegnati ad accendere una sigaretta, portarla alla bocca, posare la cenere, spegnerla, non rende la mano più libera rispetto ad averla all'orecchio mentre regge il cellulare, così l'attenzione alla strada diminuisce inevitabilmente.
In nome dell'incolumità dei cittadini e della sicurezza alla guida, lo Stato è prontamente intervenuto ad imporre sanzioni e restrizioni all'uso dei telefonini: multa e decurtazione di punti della patente a chi è sorpreso a telefonare mentre guida.
La logica della sicurezza stradale dovrebbe suggerire l'opportunità di estendere anche all'uso delle sigarette alla guida le sanzioni e le limitazioni che riguardano i cellulari. In parole più chiare, dovrebbe essere vietato fumare alla guida, che oltre ad evitare i cali di attenzione e di prontezza nell'evitare i pericoli, tutelerebbe anche direttamente la salute.
Infatti, fumare in un luogo così ristretto come l'interno di un'automobile, è molto più dannoso, per l'organismo, che fumare all'aperto o anche in casa, perchè la stessa quantità di fumo che verrebbe dispersa nell'ambiente, in automobile resterebbe racchiusa nell'abitacolo, viziando l'aria e costringendoci a respirare lo stesso fumo che abbiamo espirato col tiro precedente.
Si calcola che la concentrazione dei veleni del fumo che, restando nell'auto, non si possono disperdere, qui sia di più di 20 volte superiore della concentrazione degli stessi che avremmo se fumassimo per esempio in un bar.
E' facile dunque immaginare la pericolosità per la nostra salute, specie se tra i passeggeri vi siano bambini e anziani, di questa "pericolosa" abitudine.
Ma oltre al piano della sicurezza, la misura potrebbe trovare la sua "giustificazione" anche sul piano finanziario, partendo dalla considerazione che lo Stato ricava più di 8 miliardi di euro all'anno dalla vendita di sigarette, purtroppo, controbilanciati dagli esborsi a carico del Servizio Sanitario Nazionale che spende all'incirca la stessa cifra per la cura e il trattamento di cittadini con patologie che hanno il fumo (attivo e passivo) come causa o concausa.