IL COMUNE DI MILANO CONTRO L'ALZHEIMER
In occasione della XVIII Giornata mondiale l'Assessore Majorino anticipa le misure di contrasto
Il prossimo 21 Settembre si terrà la XVIII Giornata mondiale Alzheimer, una malattia che, secondo le stime di un rapporto diffuso da Alzheimer's Disease International (Adi), Alzheimer's Association Usa e Federazione Alzheimer Italia, potrebbe raddoppiare il numero di persone ammalate ogni 20 anni (passando, così, dagli attuali 36 milioni dl 2010 ai 115 milioni nel 2050, anche in relazione al processo di invecchiamento della popolazione dei Paesi avanzati).
Il rapporto mette anche in luce la possibilità che le stime possano, facilmente, sottovalutare il fenomeno in quanto si riscontra che in molti casi la patologia non viene diagnosticata, in ragione di un’associazione, errata, dei sintomi caratteristici con il normale invecchiamento della persona soggetta, invece, ad una malattia.
Oppure, altro caso frequentemente verificabile, in molti pensano che sia un processo progressivo contro il quale non ci sono possibilità di intervento mentre, invece, sottolineano i medici, che opportuni trattamenti mirati possono indurre significativi miglioramenti, tanto più in caso di diagnosi tempestiva, mediante l’utilizzo di farmaci e interventi psicologici, intervenendo positivamente su umore e stress.
In occasione della prossima ricorrenza, a Milano, l’Assessore alle Politiche sociali e servizi per la salute del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, traccia un quadro sulla situazione dell’Alzheimer in città, indicando in circa 20.000 anziani milanesi affetti da patologie di demenza senile, di cui, a conferma della situazione internazionale, si pensa che solo una fascia di persone compresa tra il 20% e il 50% sono riconosciuti.
Mentre, spiega Majorino, per migliorare la situazione di questi ammalati, l’assessorato da lui guidato è impegnato proprio in una attività di revisione della rete sociale dedicata all’assistenza agli anziani con l’intento di dare una risposta all’emergenza della solitudine, spesso associata, in città, agli anziani, in generale, ed agli ammalati di Alzheimer.
Proprio al proposito della solitudine, che circonda questi soggetti “deboli”, l’Assessore ha dichiarato: "Intendiamo sostenere, per quanto è nelle possibilità e competenze del nostro assessorato, le iniziative volte a diagnosticare la malattia, che spesso colpisce persone che vivono sole e che hanno pochi contatti con la società."
Così anticipa il 'Piano antisolitudine' che sarà preso avviato dal Comune di Milano che si occuperà di monitorare gli anziani e i cittadini che abitano soli, nell’intento di ridurre il disagio derivante dalla mancanza di contatti e relazioni sociali e favorire, più specificamente, la diagnosi di malattie senili, come l'Alzheimer.
Così, conclude l’Assessore: "abbiamo intenzione di mettere mano anche alla la rete dei custodi sociali, perché il problema non è che costano troppo in assoluto, ma in relazione ai risultati ottenuti. Se ci troviamo di fronte a una popolazione anziana di cui non comprendiamo appieno le problematiche, vuol dire che qualcosa è andato storto su come abbiamo in questi anni organizzato come Comune di Milano i servizi agli anziani."