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SE IL BAMBINO NON RESPIRA DAL NASO
Sintomi e conseguenze delle respirazione orale e i rimedi per la correzione
Presso il Centro Botanico di Milano si è tenuta una conferenza che ha puntato i riflettori sulle conseguenze di una sbagliata respirazione: quella 'orale' al posto della corretta respirazione 'nasale'.
Per approfondire le conseguenze e i relativi campanelli d’allarme è intervenuta la Dottoressa Elsa di Malta che vanta oltre 45 anni di carriera nella specialità di ortopedia facciale ed ortodonzia.
Un appello particolare è stato rivolto alle mamme con figli piccoli: occorre controllare la respirazione dei propri bimbi perché il loro patrimonio immunitario è ancora carente e sono più soggetti a raffreddori ripetuti e a successive riniti. E’ importante osservare il comportamento respiratorio dei più piccoli, specialmente di notte quando, a parte negli episodi di raffreddamento e costipazione nasale, la bocca dovrebbe essere sempre chiusa.
Inoltre, occorre anche soffermarsi sui messaggi del viso e del corpo; essi infatti mostrano se il soggetto ha o meno una respirazione orale:
- Naso turgido - Occhiaie - Guance tendenti al piatto - Orecchie basse - Palato appuntito - Lingua tendente al basso - Ipotonia addominale - Scapole asimmetriche - Schiena ed andatura curva - Postura non eretta
Respirando con la bocca e non con il naso, il bambino non introduce sufficiente aria per gonfiare i polmoni, la lingua spinge verso il basso, con la conseguenza della rotazione inferiore della mandibola e la deformazione del palato (che spesso si ripercuote anche sotto il punto di vista estetico). Inoltre, siccome il palato è il pavimento delle cavità nasali, queste ultime subiscono un dannoso restringimento.
Invece, respirando con il naso, l’aria entra con la giusta pressione che gonfia i polmoni e che attiva così la muscolatura dorsale, stimolando la giusta postura della schiena grazie al corretto movimento di distensione. A questo proposito, alcuni ortopedici francesi sostengono che alcune scoliosi sono da imputare proprio alla mancata pressione intrapolmonare, e quindi alla respirazione orale.
Anche alcuni problemi di ipotonia possono andare a ricercarsi nella respirazione orale per la pressione che il tessuto linfatico esercita ai danni della tromba d’eustachio.
Infine, anche l’apprendimento del bambino può essere danneggiato dalla respirazione orale: respirare con il naso arreca una buona quantità di ossigeno alla base del cranio con i relativi benefici al cervello e quindi alla concentrazione scolastica.
La soluzione per correggere la respirazione orale è un “disgiuntore rapido” da inserire nel palato, un’apparecchiatura ortopedica con struttura metallica (ideata già nel 1872) che viene cementata su 4 bande con una vite in alto verso il fulcro. L’apparecchio si apre e si abbassa, andando ad aprire il palato, dando alle cavità nasali una dimensione in grado di far passare sufficiente aria per riattivare la respirazione nasale. Dopo 4 mesi durante i quali il disgiuntore resterà nel palato, occorrerà iniziare una mirata “rieducazione” delle cavità nasali. Sotto sforzo bisognerà applicare un cerotto sulla bocca del bambino in modo tale che non respiri con la bocca. Così facendo, giorno dopo giorno e dopo un graduale aumentare dell’impossibilità di respirare oralmente, il bambino si abituerà ad inalare aria con il naso per innestare il corretto processo di respirazione primitiva.
Se si hanno dei dubbi sulla respirazione del proprio bimbo e si notano i sintomi derivanti dalla respirazione orale, occorre quindi approfondire con una visita da un ortopedico specialista e ortodontista quanto prima, meglio prima della pubertà.
| Autore: Lara Morandotti |
02/11/2009 - 19.00.00 |
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| FOTO: Se il bambino non respira dal naso |
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